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La Crisi religiosa del Cinquecento

Sito: Meta-Apprendisti
Corso: Liceo Italiano IMI di Istanbul (classi terze)
Libro: La Crisi religiosa del Cinquecento
Stampato da: Utente ospite
Data: venerdì, 4 aprile 2025, 14:08

1. La Crisi Religiosa del 500

Nel 500 una nuova Crisi attraversa la Chiesa.

Il momento forse più difficile lo aveva attraversato con la Cattività Avignonese: tutti i papi furono francesi e sottomessi al re di Francia; lusso e corruzione caratterizzarono la corte papale.

Ma perché la Crisi scoppia nel 500? Perché final 400 la mentalità è ancora quella del medioevo e l'uomo continua a spiegarsi tutte le cose per mezzo della religione: si è nobili o contadini per volere di Dio e se uno si ammala è perché Dio lo sta punendo, ad esempio.

Nel 500 una nuova "fine del mondo" era attesa, nel 1524 e alla religione si affiancò la superstizione e l'astrologia che dava del mondo una visione assai distorta e che tendeva a cercare nella collera Divina la spiegazione di ogni problema.

Una spiegazione ai problemi dell'umanità fu poi spesso data cercando i colpevoli tra i "diversi": soprattutto ebrei, zingari e streghe.

L'Odio verso gli ebrei è di origine medievale e ha avuto il suo culmine con la peste del 300 e non si è mai fermato.

Ma il principale obiettivo dell'odio dei cristiani del 500 fu sicuramente quello rivolto alla streghe: queste erano ritenute donne che si fossero sposate con il diavolo che dava loro particolari poteri magici. Dovere del buon cristiano, nel 500, era smascherare le streghe che sapevano ben nascondersi anche tra le persone più insospettabili. Una semplice denuncia poteva far scattare il processo e la tortura che finiva per far confessare anche le innocenti. L'affare della stregoneria rivela tutta misoginia (odio per le donne) del tempo. Le donne erano ritenute, fin dai tempi di Eva, la parte debole dell'umanità, quella più facilmente soggetta alle tentazioni del diavolo e che rischiava di condannare anche gli uomini.

2. Primi tentativi di Riforma

I fedeli non avevano più fiducia nel Papa e nei sacerdoti.

Molto nobili avevano scelto di diventare uomini di Chiesa solo per il potere e la ricchezza che questa condizione permetteva. Molto spesso vescovi e cardinali vivevano nel lusso e avevano figli.

Anche i Papi spesso avevano figli e praticavano il nepotismo ovvero approfittavano della loro carica per aiutare i figli nella carriera politica (come fece Alessandro VI con suo figlio Cesare).

Tra i fedeli era sempre più diffuso il desiderio di una riforma cioè di un rinnovamento della Chiesa.

Tra i campioni di coloro che desideravano questa riforma c'erano sicuramente gli Umanisti Cristiani come Erasmo Da Rotterda, uno che nelle sue opere sperava il ritorno della Chiesa alle sue Origini, alla sua dimensione umana.