Le Guerre di Religione
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Corso: | Liceo Italiano IMI di Istanbul (classi terze) |
Libro: | Le Guerre di Religione |
Stampato da: | Utente ospite |
Data: | venerdì, 4 aprile 2025, 14:05 |
1. Introduzione
Tra il 1517 e il 1540 nascono in Europa ben tre nuove confessioni religiose, tutte di ispirazione cristiana:
- 1517: Luteranesimo
- 1534: Anglicanesimo
- 1540: Calvinismo
Quattro confessioni (compreso il cattolicesimo) dovettero convivere con una certa riluttanza, negli stessi paesi, e spesso sfociarono in aperti conflitti (spesso molto sanguinosi) soprattutto quando l'appartenenza o meno a una religione poteva comportare cambiamenti sul trono o alla guida di principati, insomma quando la religione "invade" il campo della politica.
Tre sono stati gli scenari principali di questi conflitti:
- Francia, tra il 1562 e il 1630, tra Cattolici e Calvinisti
- Germania, tra il 1618 e il 1648, tra Cattolici e Luterani (nella cosiddetta Guerra dei Trentanni)
- Inghilterra, tra il 1628 e il 1649, tra Anglicani e Calvinisti (nella cosiddetta Guerra Civile Inglese)
2. Guerre di Religione in Francia
Nel 1559 con la Pace di Cateau-Cambresis, firmata dal re di Spagna Filippo II e il re di Francia Enrico II, termina la lunga guerra tra gli Asburgo e i Valois, ma la Francia si trova un nuovo problema, in Francia, la larga diffusione del protestantesimo (in particolare il Calvinismo) come diretta conseguenza dell'alleanza fatta nel 1534 tra Francesco I (padre di Enrico II) e la Lega di Smalcalda, i principi luterani tedeschi in guerra con Carlo V.
Nel 1559 Enrico II muore (proprio durante i festeggiamenti della pace di Cateau-Cambresis) e il trono passa, in successione, ai tre figli:
- Francesco II (dal 1559 al 1560), un malato cronico
- Carlo IX (dal 1560 al 1573), un pazzo
- Enrico III (dal 1573 al 1589), un degenerato
La debolezza della dinastia dei Valois aveva portato molte famiglie, a corte, a tentare di strappare il trono ai Valois, in particolare la famiglia dei Guisa, cattolica, che aveva fatto da reggente a Francesco II e sponsorizzato il matrimonio tra questi e la regina di Scozia, Maria Stuart (cugina di Elisabetta I, regina di Inghilterra).
La forte presenza dei Guisa a corte aveva irritato la moglie di Enrico II, e madre di Francesco, Caterina de Medici, la quale per indebolire la famiglia dei Guisa fa due cose:
- Assumere la reggenza durante il regno di Carlo IX (che era minorenne quando il fratello muore)
- Dare maggiori libertà ai calvinisti francesi (che si chiamavano Ugonotti) per dare peso alla famiglia dei Borbone in Francia (che era appunto calvinista, oltre che una importante famiglia aristocratica con un notevole peso nell'esercito francese) e quindi indebolire il partito cattolico.
In sintesi la strategia di Caterina fu semplice: tenere le famiglie aristocratiche di corte (in primis Guisa e Borbone) in lotta tra loro giocando sulla loro rivalità religiosa, talvolta concedendo diritti agli ugonotti, talvolta togliendoli o perseguendoli militarmente per accontentare i cattolici o quando gli ugonotti diventavano troppo forti.
Durante il regno di Carlo IX, infatti, Caterina concede molte libertà di religione agli ugonotti, il che scatena la violenza dei cattolici, guidati dai Guisa, che fanno numerosi massacri degli ugnotti scatenando varie guerre di religione. Queste guerre trovano anche l'appoggio di Filippo II, dalla Spagna, in difesa dei cattolici (si ricorderà che Filippo II ha anche sposato Elisabetta di Valois, una delle sorelle di Carlo IX, quindi era molto interessato alle vicende francesi).
Nel 1572, Caterina organizzerà anche un matrimonio: tra la figlia Margherita e il generale Enrico di Borbone, uno dei capi del partito ugonotto. I cattolici si spaventano molto perché in questo modo Enrico diventa uno dei possibili eredi al trono, il che porterebbe un calvinista sul trono di Francia. Caterina per tranquillizzarli (sempre allo scopo di tenere i due partiti uno contro l'altro), durante i festeggiamenti del matrimonio, ordina il massacro della Notte di San Bartolomeo, durante la quale fa uccidere tutti gli ugonotti invitati alla festa il che scatena una nuova guerra di religione che porterà all'uccisione di decine di migliaia di ugonotti in tutta la Francia. Anche Enrico di Borbone rischiò di essere ucciso.
Nel 1573 Carlo IX muore e gli succede il fratello Enrico III (già re di Polonia). Nel 1585 Enrico non ha ancora figli, allora il Papa, Sisto V, per evitare che Enrico di Borbone, calvinista, gli succeda sul trono, lo scomunica. Questa scomunica porterà a una nuova guerra, detta Guerra dei re Enrichi:
- Enrico III di Valois, il re
- Enrico di Borbone, erede al trono, ma calvinista e scomunicato
- Enrico di Guisa, capo della lega cattolica che pretende di succedere al trono dopo Enrico III
La guerra finirà nel 1594 con la vittoria di Enrico di Borbone che sarà riconosciuto da Enrico III come suo erede, a patto che si converta alla religione cattolica (da qui il famoso detto: "Parigi val bene una messa").
Diventato re come Enrico IV, il nuovo re emana nel 1598 l'Editto di Nantes, editto che concede ai calvinisti piena libertà di culto e il diritto di costruire in ogni provincia della Francia due piazzeforti, ovvero città fortificate dove difendersi da altri eventuali attacchi dei cattolici.
L'editto di Nantes fu molto importante per l'economia francese perché gli Ugonotti, essendo calvinisti, avevano una ferrea etica del lavoro (vedi Calvinismo) e per questo erano abili mercanti, banchieri e industriali.
Nel 1610 Enrico IV fu ucciso da un fanatico cattolico.
Il suo successore fu il figlio Luigi XIII, avuto in seconde nozze da Maria de Medici. Il figlio fu affiancato, alla guida del regno dal cardinale Richelieu. Quest'ultimo aveva come progetto quella di trasformare la Francia in una monarchia assoluta e per farlo deve prima di tutto smantellare le cittadelle fortificate degli ugonotti. Lo farà con una guerra contro di esse (in particolare contro la più forte di queste cittadelle, La Rochelle) tra il 1628 e il 1629, vincendole, salvo poi emanare l'Editto di Grazia (1630) che concedeva agli ugonotti ancora libertà di culto.
3. Guerra Civile Inglese
Alla morte di Elisabetta I, senza figli, nel 1603, succede al trono Giacomo I Stuart, che era già Re di Scozia. Giacomo si trovò quindi ad essere re di tre paesi con tre diverse religioni:- Scozia, calvinista
- Irlanda, cattolica
- Inghilterra, anglicana
Nel 1625, alla sua morte, diventa re suo figlio, Carlo I Stuart, il quale, come il padre, aveva tendenze assolutistiche e per questo ebbe numerosi problemi con il parlamento inglese.
Nel 1628 Carlo vuole difendere la città di La Rochelle, in Francia, assediata dall'esercito di Richelieu (vedi paragrafo precedente) e per questo ha bisogno di soldi e quindi di nuove tasse, per questo convoca il parlamento (ricordiamoci che in Inghilterra solo il parlamento poteva introdurre nuove tasse, dalla Magna Charta in poi). Il parlamento, non fidandosi di lui, gli chiede di riconoscere la Petition of Righ carta che riconosceva molti diritti del Parlamento nei confronti del re. Il re la firma per ottenere i soldi di cui ha bisogno, ma poi subito dopo chiude il parlamento per 11 anni!
Durante questi 11 anni Carlo tentò di governare senza usare il parlamento ma dal 1633 tentò, con l'aiuto dell'arcivescono Laud, anche di portare tutti i suoi regni sotto l'unità anglicana (quindi di fatto non riconoscendo il calvinismo e il cattolicesimo). Le riforme di Laud scatenarono numerose rivolte sia in Irlanda che in Scozia. I principi di Scozia, in particolare, iniziarono una guerra contro Carlo. La guerra per Carlo si mise male e nel 1640 gli scozzesi arrivano alle porte di Londra, quindi il re fu costretto a convocare per ben due volte il parlamento che, in entrambi i casi, gli ricordò la petition of right del 1628. Il re però aveva adesso bisogno del parlamento e delle sue tasse per poter fronteggiare le numerose rivolte nel regno e in particolare gli scozzesi e non lo chiuse nuovamente. Nel 1642 però Carlo occupò il parlamento tentando di arrestarne numerosi membri e questo scatenò l'inizio della guerra civile inglese, tra i sostenitori del re e quelli del parlamento.
Inizialmente Carlo ebbe la meglio, mal dal 1645, con la nascita del New Model Army guidato da Oliver Cromwell, esercito composto solo da puritani (cioè calvinisti radicali che odiavano il re e la sua politica assolutista), le sorti vennero ribaltate e nel 1649 il re fu arrestato e condannato a morte.
La Guerra Civile Inglese dette una importante lezione alle monarchie europee: i re, quando non ascoltavano i diritti dei loro sudditi, si potevano uccidere!
4. La Gloriosa Rivoluzione
Dal 1649 al 1660 si ebbe una breve fase repubblicana, in Inghiliterra, guidata da Cromwell che portò notevole fortuna all'Inghilterra (gettando le basi per il suo futuro da grande potenza imperiale).
Alla sua morte gli succede per un breve periodo il figlio Richard che però rinuncia e tornò la monarchia degli Stuart, prima con Carlo II e poi, dal 1685, con il fratello Giacomo II.
Quest'ultimo avrà ancora tendenze assolutistiche e cattoliche e per questo, nel 1588, fu chiamato, dal Parlamento, al suo posto Guglielmo D'Orange, marito della figlia di Giacomo II e nipote di quel Guglielmo D'Orange eroe dell'indipendenza delle Province Unite). Quando Guglielmo arriva a Londra, Giacomo II rinuncia al trono e fugge in Francia. Questa fu chiamata la Gloriosa Rivoluzione, per due motivi:
- Non vi fu spargimento di sangue
- Dimostrò che per sostituire un re non era neppure necessario ucciderlo, era sufficiente che i suoi sudditi, rappresentati dal Parlamento, non lo riconoscessero più come re: era la vittoria del Liberalismo.
Nel 1689, il nuovo re, col il titolo di Guglielmo III, firma la Bill of Right, importantissimo documento che ancora oggi fa parte della Costituzione inglese e che riconosce numerosi diritti ai suoi sudditi come il diritto di culto, cioè di professare qualsiasi religione (ad esclusione del cattolicesimo, che era pur sempre una religione che aveva come riferimento un altro capo di Stato, il Papa; e l'ateismo, in quanto chi era ateo, senza Dio, era considerato una possibile causa di confusione e mancanza di rispetto delle autorità e delle leggi).