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Le nuove masse

Sito: Meta-Apprendisti
Corso: Apprendisti Storici
Libro: Le nuove masse
Stampato da: Utente ospite
Data: venerdì, 4 aprile 2025, 14:05

1. Le masse entrano in scena

La rivoluzione industriale della seconda metà del Settecento è stata una rivoluzione anche demografica in quanto, differentemente dai secoli precedenti, la popolazione mondiale inizia a crescere costantemente senza più interrompersi.

Nell'Ottocento la medicina fa enormi progressi scoprendo le cause batteriologiche e virali di numerose malattie. Tra i ricercatori si distinguono:

  • Pasteur inventore della pastorizzazione e di un vaccino contro la rabbia
  • Koch che scopre le cause della tubercolosi e del colera

Di conseguenza le autorità si adoperarono per migliorare le condizioni di vita delle classi più povere aumentando la speranza di vita (da 35 a 50 anni) e diminuendo la mortalità infantile.

Altro fenomeno degli ultimi decenni del XIX secolo è la migrazione dalle campagne alle città facendo nascere le moderne metropoli. Caso particolare la città di Berlino dove la popolazione si aggira intorno ai tre milioni di persone.

Il cittadino, a differenza del contadino, è un consumatore di prodotti industriali e quindi l'organizzazione delle città deve essere efficiente per mantenere tutti con introduzione di illuminazione, servizi igienici e acqua corrente. La vita anche per le classi più povere si fa più sopportabile e questo crea qualche timore sia a destra (per il rammollimento della popolazione) che a sinistra (per la perdita della carica rivoluzionaria delle classi proletarie che non avevano più da perdere solo le proprie catene).

Nasce la categoria di massa di cui molti intelletuali cominciarono a interessarsi, come il francese Gustave Le Bon che nel 1894 pubbicò la Psicologia delle folle. Le Bon come un novello Machiavelli dà i consigli al "principe" su come rapportarsi con le folle. Nemico della democrazia non crede nel principio liberale che gli uomini, razionali, possano ragionando insieme giungere a soluzioni altrettanto razionali. Nella folla si crea una sorta di anima collettiva dove il conscio si perde e viene fuori la parte irrazionale (subconscia) degli individui, quella parte che gli uomini hanno in comune come popolo. Al pari di Burke, Le Bon polemizza con l'illuminismo che crede si possa rompere con il passato alla luce della ragione. Il popolo non può rompere con le proprie tradizioni, credenze e anche superstizioni. Nel subconscio delle folle si trova il loro tiranno (vedi De La Boetie). Un leader deve conoscere bene l'inconscio del proprio popolo se vuole governarlo.

Nella folla l'individuo pensa diversamente da come penserebbe isolato. Nella folla l'individuo si sente protetto e invincibile. Fascismo e Nazismo impararono ben presto la lezione (Mussolini elogiò Le Bon pubblicamente varie volte).



2. L'individuo e la società

Nietzsche

Intellettuali si interrogano sul destino e il ruolo dell'individuo nella società di massa. Sulla capacità di tenere a freno i propri istinti per mantenere la convivenza civile.

Molti si professano discepoli di Nietzsche per il suo dispresso per la società borghese, fredda e calcolatrice e proclamando il ruolo dell'individuo che deve fari superiore alla massa.

Con la proclamazione delle morte di Dio Nietzsche invita le masse a rompere le catene della tradizione che lo tengono imprigionato e prepara l'avvento del superuomo, ovvero colui che sfida l'autorità, si crea da solo la propria morale accettando in modo giocoso la propria vita. Il superuomo è simboleggiato da un bambino, che ride di tutto quello che gli altri considerano sacro.

Freud

Del problema del rapporto tra singolo e società si occupa anche Freud che elabora in concetto di inconscio e di come gli individui tendono a rimuovere le loro pulsioni più violente per vivere nella società

3. L'individuo e la società

Nietzsche

Intellettuali si interrogano sul destino e il ruolo dell'individuo nella società di massa. Sulla capacità di tenere a freno i propri istinti per mantenere la convivenza civile.

Molti si professano discepoli di Nietzsche per il suo dispresso per la società borghese, fredda e calcolatrice e proclamando il ruolo dell'individuo che deve fari superiore alla massa.

Con la proclamazione delle morte di Dio Nietzsche invita le masse a rompere le catene della tradizione che lo tengono imprigionato e prepara l'avvento del superuomo, ovvero colui che sfida l'autorità, si crea da solo la propria morale accettando in modo giocoso la propria vita. Il superuomo è simboleggiato da un bambino, che ride di tutto quello che gli altri considerano sacro.

Freud

Del problema del rapporto tra singolo e società si occupa anche Freud che elabora in concetto di inconscio e di come gli individui tendono a rimuovere le loro pulsioni più violente per vivere nella società

4. Mobilitare le masse

All'inizio del 900 la Germania è la capitale dell'industrialismo e della modernità e si segnala per l'imponenza del suo partito socialista che però era ben inserito nel sistema parlamentare e quindi senza la carica rivoluzionaria delle origini (vedi Seconda Internazionale), a parte un ristretto gruppo di dissidenti (la Lega di Spartaco).

Lo stesso successe in Inghilterra con la nascita del Partito Laburista (1906).

[Terza repubblica]: 4 settembre 1870.

Repubblica odiata da molti intellettuali che cercano il ritorno della monarchia e per una migliore competizione coloniale con l'Inghilterra. Nel 1889 vince Boulanger, generale nazionalista, simbolo del revanscismo al tempo dell'affare Dreyfus, ufficiale ebreo accusato di spionaggio. L'affare divise i laici repubblicani e i nazionalisti, clericali e militari.