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La Grande Guerra

Sito: Meta-Apprendisti
Corso: Apprendisti Storici
Libro: La Grande Guerra
Stampato da: Utente ospite
Data: venerdì, 4 aprile 2025, 14:07

1. Cause remote

Nel 1872 viene di fatto rinnovata la Santa Allenza che si trasforma in una allenza difensiva tra Austria, Russia e Germania: monarchici e autoritari alle prese con sovversioni socialiste e anarchiche e tutte e tre alle prese con uno sviluppo industriale (perlopiù pesante) tardivo e statale.
 
L'alleanza presenta subito delle difficoltà perché Austria e Russia hanno interessi geopolitici contrastanti sui balcani (come già abbiamo visto con la Guerra di Crimea del 1853): l'Impero ottomano si stra sgretolando e diverse nazionalità, soprattutto Serba, sta cercando appoggio dalla Russia ma questo contrasta con il disegno dell'Impero Austroungarico che sta difando creando un protettorato da federare alla sua monarchia bicefala.

Questo spinge la Russia a spostare la sua politica in direzione della Francia (1892).

Nella sfera Austro-tedesca entra, nel 1882, l'Italia di Depretis con la sigla della Triplice Alleanza che è una alleanza difensiva data dalla necessità da parte dell'Italia dei capitali tedeschi anche se questo comporta un mettere tra parentesi le cosiddette terre irredente.

La situazione diventa rovente quando, con l'ascesa al trono di Guglielmo II e il licenziamento di Bismarck, la Germania cede la sua posizione di potenza-arbitro degli equilibri internazionali e preferisce lanciarsi nella competizione imperialistica internazionale. Il mondo, di fatto, è tutto occupato e la Germania può approfittare solo di Togo e Zambia (in Africa) e di alcune isole del pacifico.

La partecipazione alla competizione allarma le cancellerie occidentali, soprattutto Francia e Inghilterra: i loro immensi imperi coloniali rischiano di rompere il loro delicato equilibrio se una potenza industriale e militare come quella tedesca dovesse intromettersi. Per questo motivo GB e Francia firmato nel 1904 una Intesa cordiale.

Un esempio di questo nascente conflitto si ha tra il 1905 e il 1911 con le cosiddette crisi marocchine date dal tentativo della Germania di colonizzare il Marocco ai danni della Francia (sostenuta dall'Inghilterra).

Si delinea la convinzione che la potenza tedesca non può esplodere se non passando dal cadavere della Francia. Nel 1907 Inghilterra, Francia e Russia, firmano la Triplice Intesa. Adesso serve solo una causa scatenante.

2. L'attentato di Sarajevo

La Serbia aveva ottenuto la sua indipendenza al Congresso di Berlino e aveva, tra i suoi piani, l'espansione su tutti i Balcani allo scopo di realizzazione uno stato nazionale balcanico, la Grande Serbia. Questo Stato avrebbe dovuto comprendere tutti i popoli balcanici tra cui sloveni, croati e anche bosniaci che si trovavano sotto la dominazione ungherese.

Approfittando del momento di debolezza dell'Impero Ottomano, attaccato dall'Italia in Libia (1912) a seguito di un accordo con la Francia che aveva appena occupato il Marocco (1911), la Serbia alleata con Grecia e Bulgaria lo attaccano facendogli perdere tutti i territori europei (esclusa Costantinopoli). La Serbia occupa il Kosovo facendo una vera e propria pulizia etnica e Italia e Austria reagiscono creando lo Stato di Albania a impedire a Belgrado l'accesso sul mare 

Il rapporto tra Austria e Serbia si fanno ancora più tesi. 

Il 28 giugno 1914, a Sarajevo (capitale di quella Bosnia annessa all'Austria), l'arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono, viene ucciso da uno studente serbo, tale Gavrilo Princip, appartenente all'organizzazione nazionalista la "Mano Nera".

Francesco Ferdinando stava compiendo un tour nei Balcani ai quali, da progressista, propone di trasformare la monarchia bicefala in uno Stato federale comprensivo dei paesi balcani che intendono aderirvi. Princip, da serbo, si oppone al progetto attentando la vita dell'Arciduca e non pochi i sospetti che dietro l'attentato vi siano le gerarchie militari serbe e anche la Russia.

Il 23 luglio l'Austria vuole compiere delle indagini in Serbia ma quest'ultima, opponendosi, ottiene l'ultimatum dell'Austria che scade il 28 luglio: giorno in cui l'Austria dichiara guerra alla Serbia.

Scattano tutte le alleanze incrociate:

  • La Russia mobilita l'esercito per andare in difesa della Serbia
  • La Germania dichiara guerra alla Russia (1 agosto) e alla Francia (3 agosto)
  • 4 agosto la Germania entra in Belgio (neutrale) e provoca l'intervento dell'Inghlterra

Nei mesi successivi anche Giappone (contro la Germania) e Turchia (a fianco della Germania) entreranno nel conflitto.

3. L'illusione di una guerra breve

Già dal 1905 la Germania ha nel cassetto un piano di guerra per riuscire a combatterla su due fronti (Francia e Russia) senza dividere la propria armata e questo piano porta il nome del generale Schlieffen:

  • Attaccare la Francia a sorpresa prima che l'esercito russo abbia il tempo di mobilitarsi (numeroso ma privo di efficienti ferrovie).
  • La Francia sarebbe stata attaccata con piccoli reparti in Alsazia e Lorena (che i francesi avrebbero cercato immediatamente di recuperare) ma con il grosso che punta direttamente a Parigi passando per il Belgio (che essendo neutrale era un fronte sul quale i francesi sarebbero stati colti impreparati)
  • Secondo i suoi calcoli la guerra sul fronte francese sarebbe finita in sei settimane
  • L'esercito sarebbe stato dislocato tutto a est per fronteggiare l'esercito russo sconfiggendo anch'esso.

Questo piano aveva solo un grande difetto: il disprezzo dei trattati internazionali che avrebbe sancito l'attraversamento del Belgio e che avrebbe provocato sicuramente l'intervento inglese. Per questo era necessario che tra Germania e Inghilterra si attivassero, diplomaticamente, dei buoni rapporto. Ma, nei dieci anni successivi, successe esattamente il contrario: la corsa agli armamenti tedeschi, in particolare nella costruzione di una flotta immensa, fece percepire all'Inghilterra come fosse la Germania il suo concorrente più temibile.La costruzione della flotta andava, forse, percepita anche come una forte dissuasione nei confronti dell'Inghilterra dall'attaccarla in caso di conflitto.

L'euforia per lo scoppio della guerra è tanta, soprattutto in Germania. Guglielmo ebbe a dire: "entro Natale saremo tutti a casa". Anche l'SPD si allineò al fronte degli interventisti così da compattare il popolo tedesco sotto la guida di un unico leader.

4. L'Italia

il 2 agosto l'Italia di Salandra dichiara la propria neutralità (in virtù che la triplice alleanza fosse una alleanza difensiva): sia perché gli italiani non volevano il conflitto sia perché fosse, per adesso, più conveniente restare neutrali e trattare la propria neutralità.

Tra il 14 e il 15 si accende un dibattito sull'opportunità dell'Italia di entrare in guerra o meno.

Erano detti neutralisti diversi raggruppamenti ideologici:

  • cattolici che seguivano l'insegnamento pacifista della Chiesa soprattutto con Benedetto XV (settembre 1915) che temeva una guerra contro la cattolica Austria e temeva una rivoluzione sociale anche nelle campagne perché la guerra avrebbe peggiorato le loro condizioni di vita;
  • socialisti riformisti, l'unica frangia dei socialisti europei a sostenere che i lavoratori non dovessero partecipare a una guerra voluta da governi e potentati economici capitalisti. I proletari dovevano invece solidarizzare internazionalmente;
  • liberali giolittiani convinti che si potesse ottenere molto dalla guerra anche senza combattere (ad esempio il Trentini dall'Austria in cambio della propria neutralità).

Il fronte degli interventisti era animato da altrettanti raggruppamenti:

  • liberali conservatori come Salandra e Sonnino che volevano l'Italia come potenza economica e imperiale;
  • nazionalisti a favore dell'entrata in guerra da entrambe le parti (ma la maggior parte contro l'Austria per le terre irredente, come il trentino Cesare Battisti) in quanto esaltavano il carattere irrazionale della guerra come forza vitale rigeneratrice della società. Tra questi D'Annunzio e i futuristi;
  • Repubblicani e radicali, in nome della difesa delle nazionalità oppresse e della democrazia in pericolo (minacciata dalla Germania);
  • sindacalisti rivoluzionari come Labriola e socialisti rivoluzionari come Mussolini perché la guerra avrebbe permesso alle masse lavoratrici di risollevarsi.

Dopo aver trattato sia con Austria che con Inghilterra, Salandra e Sonnino (con il re Vittorio Emanuele III) firmano il 26 aprile 1915 il Patto di Londra con il quale si impegnano a entrare in guerra entro un mese dalla firma in cambio del Trentino, Alto Adige, Trieste, Istria, Dalmazia (esclusa Fiume) e Valone in Albania.

Le manifestazioni di piazza, a maggio, furono numerose in favore dell'intervento e anche se il parlamento era in maggioranza contrario, votò la fiducia a Salandra (escluso Turati)e il 24 maggio 1915 l'Italia entra in guerra a fianco dell'Intesa.

5. Il conflitto

I fatti smentirono presto l'illusione di una guerra breve. Al passaggio dei tedeschi in Belgio, i belgi opposero una strenua resistenza e tra il 5 e il 9 settembre i francesi bloccano i tedeschi sul fiume Marna costringendoli a virare verso Nord dove si bloccano a La Somme.

Nel frattempo i russi arrivano, in anticipo, in Prussia costringendo i tedeschi a dividere le sue truppe bloccandoli a Tannemberg e sui laghi Masuri

La guerra da movimento diventa di posizione e logoramento.

Dalle Fiandre alla Svizzera vengono scavate 800km di trincee dove solo dopo il primo mese e mezzo di guerra muovono mezzo milione di soldati. Si comprese presto che si stava combattendo un nuovo tipo di guerra che richiedeva un altissimo dispendio di uomini e materiali.

Sul fronte occidentale la guerra si ridusse ad assaltare trincee, dove si viveva come topi in buche scavate per terra, dove la potenza di fuoco dell'artiglieria e delle mitragliatrici rendeva vano ogni attacco se non in rarissimi casi e per guadagnare poche decine di metri. Non fu disdegnato anche l'uso del gas tossico (l'Iprite, dal nome di Ypres dove fu usato per fare strage degli abitanti locali).

La vittoria sarebbe arrivata a chi avrebbe resistito di più e non contavano più le capacità dei generali.

Le battaglie fondamentali sul fronte occidentale:

  • Verdun: tra febbraio e aprile 1916, 800.000 vittime
  • La Somme, 1 luglio 1916, un milione di morti in un giorno

La vittoria via terra era pressoché impossibile e allora Germania e Inghilterra si concentrano sui mari cercando di bloccare a vicenda gli approvvigionamenti via mare. Al blocco inglese (che sortì duri effetti), la Germania risponde con gli U.boot, i sottomarini con i quali affondavano navi inglesi senza essere intercettati. Affondando però anche navi mercantili (come la Lusitania, americana, nel 1915, con 1200 vittime) l'opinione pubblica americana fu molto contrariata.

A est invece la guerra fu ancora di movimento. Nel 1915 i russi vengono respinti dalla Prussia e dalla Galizia e l'esercito russo mostrò tutti i suoi limiti (seppure con una numerosità umana apparentemente infinita). Alla Germania si allea anche la Bulgaria e i loro eserciti penetrano a fondo nel territorio russo. La controffensiva russa nel 1916 che la fa tornare in Galizia convince la Romania ad entrare al suo fianco ma fu subito invasa da tedeschi, austriaci e bulgari.

Nel 1917 la Russia fu costretta a ritirarsi dal conflitto per una rivoluzione.

Sui Balcani, l'Impero ottomano entra a fianco della Germania. La Serbia, isolata, viene occupata. L'impero ottomano però non non riuscì a dare una mano sostanziale ai suoi alleati in quanto occupati a reprimese rivolte arabe nei suoi terrotori, sobillati da inglesie francesi, per insorgere di fronte a secoli di dominio turco e con la promessa di un futuro grande Stato arabo.

A sud il nuovo fronte sia apre, con l'entrata dell'Italia, in Trentino e soprattutto in Friuli e avevano, per l'Italia, come obiettivo soprattutto Trieste.Anche su questo fronte si combatte una guerra di Trincea.Il generale Cadorna era impreparato a questo tipo di guerra e aveva un piglio estremamente autoritario e severo, incurante delle sofferenze dei soldati in prima linea. Accusò spesso di disfattismo il fronte interno e l'opinione pubblica italiana. La sua posizione divenne però indifendibile quando, con l'uscita della guerra dalla Russia e il concentramento di truppe tedesche in aiuto di quelle austriache, gli alleati sfondano il fronte dell'Isonzo, a Caporetto ed entrano in Italia fino al Piave.

il 1917 fu l'anno in cui tutte le proteste raggiunsero l'apice. Sul fronte francese 40000 soldati si rifiutarono di combattere, a Berlino 200000 operai scioperarono. Benedetto XV parò di "inutile strage". 

Dopo Caporetto le redini del governo furono affidate a Orlando e dell'esercito a Diaz. Un'ondata di patriottismo scosse il paese e anche i socialisti dettero fiducia al governo. Gli austriaci vengono fermati sul Piav, furono promesse riforme e Diaz si mostrò più "umano".

Nel 1917 si ha anche l'ingresso in guerra degli USA a fianco di Francia e Inghilterra. A causa della guerra sottomarina tedesca Wilson convinse il congresso a entrare in guerra: 6 aprile 1917

Wilson redige un documento su quella che è la sua posizione concernente la politica internazionale (14 punti di Wilson) riassumibili in questi principi:

  • no all'autoritarismo degli imperi centrali ma anche no all'imperismo delle potenze liberali
  • principio di autodeterminazione dei popoli
  • abolizione della doplomazia segreta (come il Patto di Londra)
  • piena libertà di navigazione
  • soluzione questioni coloniali
  • nuovo assetto europeo post bellico
  • assemblea generale degli Stati (Società della nazioni)

La dichiarazione di guerra degli US costringe gli imperi a accelerare gli attacchi prima del loro arrivo, ma senza successo. A Luglio con l'arrivo degli USA segna l'inizio della capitolazione. La Germania in realtà resiste e non ha subito nessuna sconfitta di nota e nessuno è entrato nel suo territorio) ma crolla il fronte interno: il 3 novembre a Berlino fu proclamata la Repubblica sono Ebert, a Kiel la marina si ammutina. l'11 novembre la Germania si arrende senza condizioni.

Sul fronte italiano,, il 24 ottobre, la controffensiva italiana porta alla vittoria di Vittorio Veneto e il 4 novembre viene siglata la pace. 

L'impero austriaco si dissolve: l'Italia occupa Trento e Trieste, gli ungheresi proclamano l'indipendenza, Carlo I abbandona l'Austria che diventa una Repubblica.


6. Guerra totale

Alcune novità di questa guerra rispetto alle precedenti

1. Estensione

I contemporanei chiamano questa la Grande Guerra per le enormi dimensioni, non sono geografiche che assunse (per cui fu chiamata anche Mondiale). Nell'epoca dell'imperialismo furono coinvolte anche le risorse umane coloniali e ogni continente fu coinvolto nello scontro. Il numero dei paesi fu una trentina, tra cui USA; Giappone e Cina.

2. Risorse umane

66 milioni di persone furono impegnate al fronte, con oltre 8 milioni di vittime e 22 milioni di feriti, tanto da chiamare al fronte anche adolescenti e persone in su con l'età.

Guerra totale perché nel fronte interno furono coinvolte fortemente anche le donne, che da questa esperienza presero magiore consapevolezza del proprio ruolo.

3. Scienza e tecnica

Assoluta novità fu l'influenza della Scienza e della Tecnica:

  • sottomarini
  • carro armato
  • gas tossici asfissianti
  • dinamite
  • aeroplano
  • mitragliatrice

4. Pianificazione intensiva dell'economia

Enorme dispendio di risorse economiche: tutte le materie prime furono poste sotto il controllo degli Stati, così come le risorse agricole destinate al fronte. 

5. Controllo dell'opinione pubblica

Governi di unità nazionale, censura e propaganda furono indispensabili per contenere il nascente malcontento generato dalla furia della guerra.

Anche nei paesi liberali gli esecutivi si arrogano poteri decisionio autonomi e scollegati da quelli rappresentativi.

7. Trattati di pace

Conferenza di pace fu a Parigi nel gennaio 1919, con la presenza di 32 nazioni e in assenza dei paesi sconfitti.

Voce in capitolo solo: USA, Francia, GB e Italia, rappresentati da Wilson, Clemenceau, Llyod George, Orlando.


  • Sono crollati quattro imperi
  • Bisognava conciliare la visione wilsioniana con le ambizioni dei paesi europei
  • Nuove relazioni internazionali e Società delle Nazioni 
  • La Francia vuole l'annientamento della Germania

5 trattati di pace per i paesi sconfitti.

Versailles

  1. Versailles -> Germania. La Germania è l'unica responsabile. Restituzione di Alsazia e Lorena, compensazioni territoriali a Danimarca, Belgio, Polonia
  2. Danzica cittyà libera
  3. Regione dei Sudeti alla nuova Cecoslovacchia
  4. Quattro repubbliche indipendenti nella regione ceduta dal trattato di Brest Litovsk (Lettonia, Lituania, Estonia e Finlandia)
  5. 132 miliardi mi marchi-oro come risarcimento
  6. No esercito e flotta
  7. Riva sinistra del reno sotto il controllo francese
  8. Francia sfrutta la regione della Saars
  9. Colonia tolte

Saint Germain

  1. Riguarda l'Austria. 
  2. Perdita dell'Unghieria e divieto di unificazione con la Germania senza consenso Società delle Nazioni

Trianon

  1. Riguarda l'Ungheria
  2. Diventa una repubblica
  3. cede territori slls Romania
  4. perde i balcani a favore della nascita della Jugoslavia

Neully

  1. Riguarda la Bulgaria
  2. Cede territori alla Romania, Grecia, Jugoslavia

Sevres

  1. Impero Ottomano ridotto alla Turchia
  2. Tutti i suoi domini diventano mandati sotto il controllo GB o Francia
  3. In Palestina GB, con il Trattato di Balfur (2 nov 1917) promesse il territorio agli ebrei

Per l'Italia fu una "vittoria mutilata". Esclusa dalle spartizioni tedesche, non viene soddisfatta neppure delle promesse del Patto di Londra perché Dalmazia e Fiume passarono alla Jugoslavia. All'Italia solo Trieste e Istria, Trentino e Alto Adige.