Riforma e Controriforma
3. La dottrina luterana
Durante la sua permanenza nel castello, Lutero ebbe tempi di elaborare la sua dottrina che consiste in questi semplici punti.
Sola Fide
In accordo al passo di San Paolo citato, la fede è l'unica garanzia di salvezza dell'uomo. Chi ha fede, essendo questa un dono di Dio, è già certo della sua salvezza. A nulla valgono le opere degli uomini essendo questi dei peccatori e infinitamente piccoli, nella loro volontà, in confronto a quella di Dio.Sola Scriptura
La volontà di Dio si trova tutta nei testi sacri e al fedele il compito di leggerli e interpretarli correttamente (e la fede è l'unica guida, in questo). A tal proposito scrisse in questi anni una traduzione in tedesco della Bibbia che ancora oggi è considerata la nascita della fede luterana.
Sacerdozio universale
Se la fede è sufficiente per la lettura dei testi sacri a nulla vale la distinzione tra ecclesiastici e laici. Non ci sono fedeli che possono interpretare la Bibbia più correttamente di altri. Ognuno è sacerdote di se stesso. Lutero al più contempla l'esistenza dei Pastori, ovvero laici a cui viene riconosciuto, dagli altri fedeli, il ruolo di guida spirituale. I pastori quindi sono "eletti" dagli altri fedeli e non rappresentano nessuna scala gerarchica.
Predestinazione
Se la fede è un dono di Dio ed è sufficiente per la salvezza, allora Dio sa già, all'atto della creazione, chi sarà dannato e chi sarà salvo.
Due regni
La teoria dei due regni sarà elaborata tra il 1524 e il 1525 durante la rivolta dei contadini (vedi più avanti) e sostiene che: durante la vita terrena è opportuno obbedire alle leggi dei principi, anche quando questi contravvengono le leggi di Dio, perché è sufficiente la fede per la salvezza e quindi durante la vita (che è solo un passaggio) è preferibile non creare il caos e le guerre civili ma obbedire e sopportare. Si potrebbe riassumere questa idea con la celebre massima attribuita ad Antifonte: meglio una cattiva legge che nessuna legge.