Riforma e Controriforma

4. Le rivolte

Lutero sapeva bene che per il successo della sua riforma era fondamentale l'appoggio dei principi tedeschi (come Federico di Sassonia). Molti Principi infatti sostennero le sue idee perché vedevano in esse un modo per incamerare i beni della Chiesa e nello stesso tempo indebolire l'autorità dell'Imperatore Carlo (che si riteneva autorità superiore agli altri principi in nome del rinnovato Sacro Romano Impero).

Ma tra il 1522 e il il 1524 scoppiano in Germania due importanti rivolte, in nome di Lutero che misero Lutero in seria difficoltà.

La prima fu la Rivolta dei cavalieri. Costoro, in nome del Luteranesimo rinnegano l'esistenza della Chiesa e sperano, in questo modo, di ottenere in dote le ampie ricchezze che questa lascerebbe, in particolare numerosi feudi. Ricordiamo infatti che i cavalieri sono appartenenti alla piccola nobiltà privi di un loro feudo. Questa intenzione ovviamente era contraria agli interessi dei principi, loro feudatari, e la rivolta doveva essere stroncata. Lutero prese le difese dei principi sostenendo che la fede non insegna a cercare di ottenere dei vantaggi materiali.

La seconda fu la Rivolta dei contadini. Anche costoro si rivoltano in nome del luteranesimo in quanto, se vale il principio del sacerdozio universale, viene meno la Teoria dei Tre ordini di Adalberone, e allora non sono tenuti ad obbedire ai loro signori e la rivolta è una occasione per rompere le catene della loro servitù. A sostenerli ci fu anche il luterano Muntzer. Lutero però, per l'occasione, per non mettersi contro i principi, elaborò la Teoria dei Due Regni (vedi paragrafo precedente) e i contadini furono massacrati dai principi con il sostegno di Lutero. Muntzer ebbe parole di fuoco per Lutero che arrivò ad accusarlo di essere un traditore delle sue stesse idee. Lutero però ottenne che numerosi principi tedeschi sostenevano ancora le sue idee.

Nel 1529 Carlo V li convocò alla Dieta di Spira per concedere loro di essere luterani, se lo vogliono, ma di lasciare che i loro sudditi fossero Cattolici. I Principi ovviamente rifiutano (e per questo furono chiamati protestanti). Dopo altre due diete i principi si riunirono in una lega anti-imperiale, chiamata Lega di Smalcalda e fu l'inizio di una vera e propria rivolta contro il loro imperatore.

La guerra finì nel 1555 con la Pace di Augusta nella quale fu stabilito il principio del "Cuius Regio Eius Religio": ovvero il principe aveva la libertà di scegliere la sua religione (se cattolica o luterana) e i suoi sudditi erano obbligati a seguire la sua scelta. Quindi se un principe sceglieva il luteranesimo anche i sudditi sono luterani e i beni della Chiesa, in quel regno, potevano essere sequestrati e incamerati dal principe.