Riforma e Controriforma

5. Giovanni Calvino

Tra i tanti riformatori che, ispirati da Lutero, tentarono una loro versione del luteranesimo (cercando di correggerne gli errori), spicca Giovanni Calvino, teologo e sacerdote francese trapiantato a Ginevra.

La chiesa calvinista fu fondata nella città svizzera nel 1540 e dei tanti principi dottrinari introdotti ne segnaliamo due particolarmente importanti:

  1. Un solo regno.
    Viene rigettata la teoria dei Due Regni di Lutero che a parere di Calvino risulta addirittura contraddittoria: se Dio donando la fede dona ad un uomo la facoltà di comprenderne la volontà, può Dio stesso non desiderare che la realizzi? E se lo desidera, può il fedele fallire nelle sue opere? Evidentemente no, quindi l'idea che il fedele in vita deve obbedire a un principe anche se questi fa in senso contrario ai suoi principi di fede è una negazione dell'onnipotenza di Dio. Quindi non Due ma un Solo Regno deve essere realizzato: quello di Cristo e la politica non può essere separata dalla religione.

  2. Doppia predestinazione ed Etica del Lavoro.
    Condizione sufficiente per la salvezza è la Grazia di Dio (l'uomo non può salvarsi da solo, come diceva anche Lutero, perché è intriso di peccato) e questa si manifesta in due modi: con la fede (come in Lutero) ma anche (a differenza di Lutero) con la realizzazione delle opere di fede che ne sono una diretta conseguenza. Se un fedele è prescelto da Dio, Dio non ostacolerà le sue opere perché ostacolerebbe se stesso. Da qui se ne deduce che ci ha successo nella vita, chi realizza la propria volontà, ha con sé la benevolenza di Dio. 
    Questa idea, della Doppia Predestinazione, è stata il motore, in molti paesi dove si è diffuso il Calvinismo (Olanda, Ilghiterra poi Stati Uniti), della nuova economia borghese: si sostituisce all'idea che il borghese sia un parassiti, l'idea che invece il borghese che ha successo è un uomo che porta con sé il dono della grazia di Dio.