Rivoluzione Francese
3. La fase monarchica
La monarchia costituzionale
Il 26 agosto 1789 fu approvata dall'Assemblea una Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino che fu ispirata dai principi della rivoluzione americana e dall'Illuminismo. Questa dichiarazione contiene i principi fondamentali della libertà della persona come l'uguaglianza di tutti i cittadini e la sovranità popolare che stanno alla base anche dei più moderni Stati democratici.
Nonostante il re fosse contrario ad approvare tali decisioni, fu costretto ad accettarle dalla folla che lo costrinse anche a lasciare la reggia di Versailles.
Con le nuove riforme (1789-1791) dell'Assemblea la monarchia divenne costituzionale, tuttavia ancora non si parlava di una vera repubblica in quanto il potere esecutivo venne affidato al re ed ai suoi ministri, il potere legislativo spettava ad un'Assemblea legislativa, i cui deputati venivano eletti dai cittadini con un certo reddito, mentre i poveri non possedevano il diritto al voto; infine il potere giudiziario era affidato ai giudici, anch'essi eletti.
La Chiesa divenne parte dello Stato e così anche gli stipendi dei sacerdoti, e coloro che non erano d'accordo vennero perseguitati.
Nonostante il re fosse contrario ad approvare tali decisioni, fu costretto ad accettarle dalla folla che lo costrinse anche a lasciare la reggia di Versailles.
Con le nuove riforme (1789-1791) dell'Assemblea la monarchia divenne costituzionale, tuttavia ancora non si parlava di una vera repubblica in quanto il potere esecutivo venne affidato al re ed ai suoi ministri, il potere legislativo spettava ad un'Assemblea legislativa, i cui deputati venivano eletti dai cittadini con un certo reddito, mentre i poveri non possedevano il diritto al voto; infine il potere giudiziario era affidato ai giudici, anch'essi eletti.
La Chiesa divenne parte dello Stato e così anche gli stipendi dei sacerdoti, e coloro che non erano d'accordo vennero perseguitati.
La Destra e la Sinistra
Dopo aver fatto il suo dovere l'Assemblea nazionale si sciolse e fu sostituita dall'Assemblea legislativa (1791). Era suddivisa in partiti e movimenti politici con idee diverse:
- Giacobini: repubblicani e favorevoli a delle riforme molto radicali.
- Foglianti: conservatori e monarchici.
- Girondini: che sostenevano gli interessi della borghesia mercantile delle province e avevano una posizione vicina a quella dei giacobini ma più moderata.
Questi, quando si riunivano nell'aula dell'Assemblea sedevano in zone precise, i giacobini ed i girondini sedevano a sinistra rispetto al banco della presidenza e i foglianti a destra, da qui i termini politici destra e sinistra, essendo i propri progressisti e democratici ed i secondi conservatori.
Nell'Assemblea si vennero a creare dei personaggi, che fino a quel momento non erano conosciuti come Massimiliano Robespierre appartenente ai giacobini che prese il soprannome di l'"incorrutibile" per la sua rigida moralità e l'avvocato e oratore Georges Jacques Danton, Jean Paul Marat direttore del giornale l'Amico del Popolo.
Contro la Rivoluzione
I paesi europei come la Prussia, la Russia, il regno di Sardegna e l'Austria non videro di buon occhio la rivoluzione che si diffuse in Francia e temevano che questa contagio potesse essere contagioso anche per la loro popolazione e così decisero di attaccare la Francia. Anche se nei primi scontri le truppe francesi ebbero la peggio, contro le aspettative, il pericolo suscitò il senso del patriottismo e difatti furono migliaia e migliaia coloro che si arruolarono nell'esercito come volontari.