Il salvataggio dei fenomeni: i fisici pluralisti.

3. Anassagora

Per Anassagora quattro radici non sono sufficienti a dare ragione alla varietà e alla diversità dei fenomeni e della loro mutevolezza. Per Anassagora, anzi, nessun numero finito di principi sarebbe sufficienti e allora introduce l’idea che i principi costitutivi dell’Essere siano semplicemente infiniti, esattamente come sono infiniti i modi di essere dell’Essere.

Questi principi Anassagora li chiama semi o omeomerie.

Tutti gli enti, come per Empedocle, devono essere composti di tutte le omeomerie (o sarebbe come dire che qualcosa che è manca di qualcosa dell’Essere), ma essendo le omeomerie infinite è allora necessario che esse siano divisibili all’infinito restando sempre, qualitativamente, uguali a loro stesse (da qui il significato etimologico del termine omeomeria).

La divisibilità all’infinito dei semi tra l’altro spiegherebbe bene anche il movimento dei corpi giacché per non dover ammettere l’esistenza del vuoto (assenza di semi e quindi di essere) in cui i corpi dovrebbero muoversi è necessario che i corpi possano compenetrarsi e questo è possibile solo se i semi di cui sono composti i corpi sono appunto divisibili all’infinito.

Anche per Anassagora è necessario che qualcosa muova i corpi perché possano muoversi e trasformarsi ma dice che sia sufficiente una sola forza (e non due, come in Empedocle) e chiama questa forza Nous (parola di difficile traduzione, potremmo tradurla Intelletto ma anche Spirito, quindi diremo qualcosa come Intelligenza Cosmica): il che sta a significare che tutto ciò che si muove si trasforma, come aggregazione e disgregazione di atomi, non lo fa per caso ma seguendo una rigida legge razionale che è quella decisa dall’Intelletto Cosmico (una sorta di Legge Universale).


«Dopo che l'Intelletto dette l'avvio al movimento, dal tutto che era mosso iniziavano a formarsi [le cose] per separazione, e quel che l'Intelletto aveva messo in movimento, tutto si separò. E la rotazione di quanto era mosso e separato aumentava di molto il processo di separazione. » (frammento 13)