Critica della Ragion Pura
5. Estetica trascendentale
Kant riprende il termine di trascendentale (che nella scolastica medievale corrispondeva a "qualcosa comune a tutte le cose") e lo connette con quello di forma a priori.
Il trascendentale, quindi, non esprime una proprietà ontologica della realtà ma solo una sua condizione per comprenderla. Per usare le parole di Kant:
"Il trascendentale non significa qualcosa che oltrepassa l'esperienza ma è qualcosa che la precede ma non è determinata a nulla più che a render possibile la conoscenza nell'esperienza".
Quindi, in Kant risultano trascendentali anche le discipline che si occupano delle forme a propri. La prima di queste è l'estetica trascendentale, la sezione della critica che tratta la sensibilità e le sue forme a priori.
Kant considera la sensibilità ricettiva perché essa non genere contenuti ma li accoglie per intuizione della realtà esterna. Tuttavia la sensibilità non è solo passiva ma anche attiva poiché organizza il materiale delle sensazioni (le intuizioni empiriche) tramite lo spazio e il tempo (le intuizioni pure o forme a priori).
Lo spazio è la forma del senso esterno, il tempo è la forma del senso interno.
Poiché tutti i dati del senso arrivano anche al senso interno, il tempo risulta essere la forma della maniera universale in cui