Marx
6. Superamento dello Stato borghese
Marx opera una critica profonda allo Stato borghese (e quindi una critica all'idea stessa di modernità) e ai suoi principi di:
- Libertà dell'individuo (liberalismo)
- Rappresentanza parlamentare
L'alienazione è rottura dell'unità tra uomo pubblico e uomo privato la cui contrapposizione porta allo Stato come espressione dei privilegi delle classi più forti.
Forte critica alla libertà: illusoria se non accompagnata da giustizia sociale: Quale libertà per un operaio salariato?
Critica alla rappresentanza parlamentare: democrazia formale in cui le leggi emanate sono sempre funzionali alla classe dominante.
Per Marx è necessaria una democrazia diretta: nelle fabbriche e nelle amministrazioni.
Anche lo Stato è una sovrastruttura (Critica dell'economia politica, 1859): si comprende solo se ridotto alle sue radici economiche. Lo Stato nasce come rovesciamento dei rapporti società civile/Stato e Stato/sovrano. Lo Stato è una mera sovrastruttura della società civile, per lo Stato borghese espressione dei suoi interessi (come il monopolio della violenza organizzata) e qualcosa da eliminare in una società senza classi.
La Rivoluzione non è conquista dello Stato ma sua distruzione.
Marx prende esempio dalla Comune di Parigi dove non vi è distinzione di poteri e le elezioni sono revocabili come un esempio di dittatura del proletariato, necessaria fase di transizione verso il Comunismo.