La Grande Guerra
3. L'illusione di una guerra breve
Già dal 1905 la Germania ha nel cassetto un piano di guerra per riuscire a combatterla su due fronti (Francia e Russia) senza dividere la propria armata e questo piano porta il nome del generale Schlieffen:
- Attaccare la Francia a sorpresa prima che l'esercito russo abbia il tempo di mobilitarsi (numeroso ma privo di efficienti ferrovie).
- La Francia sarebbe stata attaccata con piccoli reparti in Alsazia e Lorena (che i francesi avrebbero cercato immediatamente di recuperare) ma con il grosso che punta direttamente a Parigi passando per il Belgio (che essendo neutrale era un fronte sul quale i francesi sarebbero stati colti impreparati)
- Secondo i suoi calcoli la guerra sul fronte francese sarebbe finita in sei settimane
- L'esercito sarebbe stato dislocato tutto a est per fronteggiare l'esercito russo sconfiggendo anch'esso.
Questo piano aveva solo un grande difetto: il disprezzo dei trattati internazionali che avrebbe sancito l'attraversamento del Belgio e che avrebbe provocato sicuramente l'intervento inglese. Per questo era necessario che tra Germania e Inghilterra si attivassero, diplomaticamente, dei buoni rapporto. Ma, nei dieci anni successivi, successe esattamente il contrario: la corsa agli armamenti tedeschi, in particolare nella costruzione di una flotta immensa, fece percepire all'Inghilterra come fosse la Germania il suo concorrente più temibile.La costruzione della flotta andava, forse, percepita anche come una forte dissuasione nei confronti dell'Inghilterra dall'attaccarla in caso di conflitto.
L'euforia per lo scoppio della guerra è tanta, soprattutto in Germania. Guglielmo ebbe a dire: "entro Natale saremo tutti a casa". Anche l'SPD si allineò al fronte degli interventisti così da compattare il popolo tedesco sotto la guida di un unico leader.