La Rivoluzione Russa
4. Stalin al Potere
Nel 1922, dopo gli 8 milioni di morti della Grande Guerra, 1 milione dalla Guerra civile, e 5 milioni dalla carestia, la situazione si era finalmente stabilizzata.
In Dicembre nasce l'URSS (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche).
Lenin muore il 1924, all'età di 54 anni. Dopo tre anni di scontri ll'interno del partito, divenne capo Stalin. Figura di secondo piano della rivoluzione, dal 1922 diventa segretario di partito e riunisce intorno a sé un seguito di funzionari devoti.
Principale nemico alla guida del partito fu Trockij e la questione principale fu la direzione dal dare al Comintern: se respiro internazionale o socialismo in un solo paese (come volle Stalin).
Ottenuto il potere Stalin costruì una dittatura personale feroce che mise fuori gioco tutti i suoi avversari spettacolarizzando la loro condanna a morte, tra cui il popolare Bucharin. Trockij fuggì all'estero.
Stalin nel 1929 inaugura i Piani Quinquennali allo scopo di trasformare la Russia in una potenza industriale suscitando ammirazione in tutta Europa. Ll'URSS divenne seconda nel mondo solo agli Stati Uniti seppure a costi umano elevatissimi.
Stalin aveva bisogno di enormi quantità di derrate dalle campagne sia per le industrie sia per l'esportazione. Questo portò alla collettivizzazione delle campagne con grandi aziende collettive i Kolchoz. Per chi si rifiutava (come i Kulaki) era prevista la deportazione dei Gulag.
Tra il 1937 e il 1938 la repressione colpì praticamente tutti erano sospettati di tramare contro il despota (Gran Terrore) che privò, soprattutto, l'esercito dei suoi generali migliori. Situazione che Stalin pagò cara nel 1941 con l'invasione dell'Unione Sovietica da parte della Germania di Hitler.