L'Italia repubblicana

2. Ricostruzione

Necessaria una ricostruzione non solo economica ma anche di valori.

Nel 1947, con Einaudi, politica di deflazione (su indicazione USA) e modelli liberista: crisi a settore piccole e medie imprese con licenziamenti.

Con Mario Scelba agli Interni apparati dello Stato in funzione anticomunista e contro agitazioni sociali (che hanno permesso la "scala mobile"). Nelle campagne occupazioni dei latifondi che ha portato nel 1949 alla riforma agraria di De Gasperi (applicata solo parzialmente).

1950: Cassa per il mezzogiorno: crediti per l'agricoltura e infrastrutture ma anche nascita del clientelismo (mediatori tra Stato e comunità locali)

1954: successore di De Gasperi fu Fanfani: più autonomia rispetto alla Chiesa e insediamento dello Stato nei centri di controllo degli stessi anni: nascita ENI e Mirafiori (Fiat). 

La denuncia dei crimini di Stalin da parte di Chruscev (1956) accende speranze di democrazia e porta il PSI a staccarsi dall'URSS. Il PCI vi resta legato ma assume posizioni più scettiche.

Tra il 50 e il 60 gli occupati nell'industria superano quelli in agricoltura: automobile, edilizia, chimica, petrolchimica sono i settori trainanti. Flussi di disoccupati a basso costo da sud a nord e metodi repressivi nelle aziende.

Boom economico! Per comprenderlo considerare il ruolo della televisione e del cinema con la commedia all'italiana.

Altra causa del boom i forti investimenti pubblici (20%) e tra il 1951 e il 1976 i consumi crebbero di tre volte.