L'Italia repubblicana
4. Movimenti collettivi
Il 68 è un fenomeno di portata internazionale che si è espresso in forme diverse nei vari paesi (Europa e USA). In Italia ha una lunga incubazione e maggiore duarata e più che altrove coinvolge vasti settori sociali, compreso il movimento operaio.
Ragioni della protesta:
- scuola inadeguata e classista rispetto alla scolarizzazione di massa (denuncia di DOn Milano del 67)
- critica alla società tradizionale (gerarchica) e valori collettivi
- suggestioni internazionali (guerra del Vietnam, Che Guevara, contro le ideologie dell'est Europa)
Durante il 67 agitazioni unversitarie a partire dalla facoltà di sociologia di Trento (dove incubano le BR), Milano e Torino. Formarsi di raggruppamenti di estrema sinistra. Sul piano elettorale PCI al 27% con Berliguer.
Nel corso del 68 si allaccia al movimento sindacale, anticapitalista che si trasforma nell'autunno caldo del 1969: sciopero di 1.500.000 di metalmeccanici che porta a 40 ore di lavoro, aumenti salariali e statuto dei lavoratori (1970).
La risposta delle destre e degli apparati dello Stato è del 12 dicembre 1969 con la strage di Piazza Fontana alla Banca dell'agricoltura (16 morti). Vengono incolpati gli anarchici, poi assolti. I veri esecutori, di estrema destra, coperti per molto tempo. Inizia la strategia della tensione: Stato, servizi segreti e neofascisti uniti a destabilizzare il sistema politico. Tra il 69 e l'80 varie stragi come l'Italicus (74) e la Stazione di Bologna (1980).
La strategia non frena l'avanzamento operaio e democratico con il movimento femminista:
- 1969: Divorzio
- 1975: parità dei coniugi
- 1979: aborto