La formazione delle monarchie nazionali
2. Formazione della monarchia inglese
I normanni sono una popolazione del nord scandinavo stanziato nel nord della Francia in cui Carlo III ha riconosciuto loro un territorio da loro amministrato e li ha fatti suoi vassalli (Ducato di Normandia).
Si convertono al cristianesimo ed entrano nel sistema feudale francese, senza perdere la loro tendenza all'esplorazione e alla conquista.
Una delle due direttrici di questa espansione avviene in Inghilterra (l'altra è in Sicilia).
Fino al 1066 governa l'ultimo dei Sassoni, Edoardo III il confessore. Alla sua morte l'erede al trono è il cugino, il duca di Normandia Guglielmo il quale invade il regno dei Sassoni e li sconfigge nella Battaglia di Hastings proclamandosi Re con il titolo di Guglielmo I il conquistatore.
La gestione del regno è fatta seguendo il modello tipico dei regni normanni: divisione del regno in contee[shires] (importando il feudalesimo francese) ma allo stesso tempo controllando il regno attraverso l'uso di funzionari pubblici: giustizieri e sceriffi.
L'elemento innovativo che Guglielmo portò in Inghilterra fu il censimento delle proprietà fondiarie, beni immobiliari, del bestiame, del numero dei vassalli e dei contadini, da cui scaturì la riscossione di tasse utilizzabili in imprese militari, il rafforzamento del legame fra centro e periferia e la frammentazione e la ripartizione dei possedimenti, con lo scopo di ridurre la forza e l'autonomia dei Baroni. I dati furono raccolti nel Domesday Book, una specie di registro catastale, scritto in latino sulla base di dichiarazioni giurate nei tribunali delle Contee, previa divisione dello Stato in otto circondari, il cui esame reddituale venne svolto da aristocratici, provenienti da zone diverse, e i cui risultati venivano elaborati a Winchester e conservati nel Tesoro
Con l'estinzione della dinastia normanna (con i brevi regni dei due figli Guglielmo II e Enrico II) sale al trono il primo dei Plantageneti (o Angiò): Enrico II Plantageneto.
Eredita il Ducato di Normandia, il Ducato d'Aquitania (dal matrimonio con Eleonora, figlia del Duca), e il regno di Inghilterra. Re inglese e possessore di circa i due terzi del regno di Francia (del cui re è vassallo).
Tra le attività che meritano di essere ricordate, nel 1164, le Costituzioni di Clarendon, che limitano fortemente l'autonomia della Chiesa in Inghilterra (imponendo la nomina di vescovi e abati e togliendo loro la giurisdizione speciale).
I successori di Enrico sono i figli Riccardo I Cuordileone e Giovanni I Senzaterra.
Quest'ultimo viene sconfitto a Bouvines (1214) da parte del re di Francia Filippo II Augusto. A seguito di questa sconfitta perde molti dei suoi territori in Francia (da qui il suo soprannome). A seguito della sconfitta è costretto a firmare, su pressione dei suoi lord, la Magna Charta Libertatum, carta che sancisce alcuni diritti che valgono ancora oggi nella Costituzione non scritta inglese:
- Libertà dei mercanti
- Habeas corpus
- Giustizia garantita dai propri pari
- Parlamento in caso di nuove tasse (inizialmente consiglio generale del regno, successivamente Camera dei Lords).
Per mettere un contrappeso alla camera dei lords, nel 1265, Enrico III, crea la Camera dei Comuni di fatto decretando la nascita del parlamento europeo inglese.