Signorie e principati in Italia
3. La Repubblica di Firenze
I tumulti cittadini come quello dei Ciompi (1378) portò il governo della città in mano a poche famiglie mercantili e bancarie come quelle degli Albizzi, Strozzi, Tornabuoni instaurando di fatto una oligarchia.
Tra il 1385 e il 1421 Firenze estese i suoi confini su molte città della Toscana (Pisa, Arezzo, Volterra, Pistoia).
Fieri avversari delle famiglie oligarchiche furono i Medici che, grazie all'appoggio del popolo minuto, instaurarono una signoria (nascosta) della città.
Capostipite della dinastia fu Cosimo de Medici che fu eletto gonfaloniere della città, la massima carica della repubblica e promosse nelle cariche più importanti della città i suoi fedeli.
Alla morte di Cosimo il potere passò prima al figlio Piero (1464-69) e poi al nipote Lorenzo detto il Magnifico che, governando dapprima con il fratello Giuliano, divenne eccezionale uomo di Stato dedito alla diplomazia come alle arti.
Nel 1478 le grandi casate fiorentini, con la famiglia dei Pazzi e il sostegno di Papa Sisto IV e il sovrano di Napoli Ferrante d'Aragona, ordinarono una congiura volta all'uccisione dei due fratelli. Giovanni fu ucciso, Lorenzo, sopravvissuto, levò il popolo in tumulto e consolidò il suo potere fino alla morte (1494).
Nota: Sisto IV chiese senza ottenerlo un prestito ai Medici; Ferrante fu raggiunto da Lorenzo.