La scoperta del Nuovo Mondo e gli Imperi Coloniali

2. Gli imperi coloniali

 

 

Come già stabilito dalla Convenzione di Santa Fè con Colombo ogni scoperta era una conquista e quindi un possesso della Spagna.

Da una parte si deve rientrare degli investimenti fatti e quindi, dall'altra, chi si recava al di là dell'oceano lo faceva con intenzioni chiare di arricchirsi e di crearsi una "posizione" (ricordiamoci tra l'altro che la Spagna era un paese dove sopravvive ancora l'economia curtense e la rigida separazione tra ordini di stampo medievale, e quindi farsi una posizione significa appropriarsi di un "feudo").

Spagna e Portogallo però si trovano di fronte al problema di dover limitare le proprie "zone di influenza". Il primo documento ufficiale che il compito di delimitare queste zone è una bolla papale, dato che ufficialmente la missione di questi paesi era quello di evangelizzare le nuove terre e popolazioni. La bolla è la Inter Caetera (1493) e il papa è lo spagnolo Alessandro VI (Rodrigo Borgia): la bolla fissava a 100 leghe a ovest delle Azzorre una linea (detta Raya) di demarcazione tra i domini spagnoli (a ovest) e quelli portoghesi (a est)

L'anno successivo, con il trattato di Tordesillas, le due corone spostarono la raya circa 2000 kilometri più a ovest.

bolla inter caetera

Il trattato riguardava solo Spagna e Portogallo, ma anche Francia e Inghilterra (e e successivamente Paesi Bassi) si affacciarono nella competizione internazionale, concentrandosi nelle regioni settentrionali delle Americhe.

Nel 1524 il toscano Giovanni Da Verrazzano e nel 1535 Cartier, entrambi per conto del re di Francia Francesco I, raggiunsero il Canada.

Per conto dell'Inghilterra, Raleigh nel 1585, sbarcò con i suoi coloni in una terra che chiamò Virginia in onore di Elisabetta I.

Nel continente americano l'unica colonia Portoghese fu il Brasile (grazie alla scoperta accidentale di Cabral e allo spostamento della Raya nel 1494). In generale il Portogallo prediligeva porti lungo le coste e il suo impero è più un impero commerciale (cioè composto da rotte commerciali) più che coloniale.

L'impero coloniale spagnolo

Dopo la morte di Colombo, con la scoperta che si tratta di un nuovo continenti, le spedizioni spagnole assumono carattere di una vera e propria conquista i cui protagonisti, i conquistadores, partivano alla ricerca di oro, schiavi e terre. Tra questi nobili che non avevano diritto di successione, criminali e mercenari. Tra i più noti dei conquistadores dobbiamo ricordare Cortès e Pizarro.

Alla testa di circa 300 soldati forniti di cavalli e armi da fuoco, Cortèes conquista in soli 3 anni (1519-21) l'impero degli Aztechi, nel Messico centrale.

Su come un "esercito" di 300 uomini abbia potuto sottomettere un intero impero di circa 25 milioni di persone abbisogna di un po' di riflessioni. Da quel che sappiamo Cortès fu accolto pacificamente nella capitale (Tenochtitlan), tra l'altro costruita in mezzo a un lago e quindi impossibile entrarvi se non con il permesso degli abitanti. Cortès e i suoi sono cavallo, animali mai visti prima, e sembrano come dei o demoni metà uomini e metà cavallo. Una volta dentro Cortès fece rapire l'imperatore Montezuma chiedendo un enorme riscatto. Alla reazione degli indigeni gli spagnoli fuggono ma riescono ad allearsi con numerose popolazioni sottomesse dagli Aztechi, tra cui i Toltechi, e rasero al suolo la capitale.

Stesso procedimento su usato da Pizarro nei confronti degli Incas.