La scoperta del Nuovo Mondo e gli Imperi Coloniali
4. La scoperta dell'Altro
Come è stato possibile che poche migliaia di conquistadores abbiamo potuto radere letteralmente al suolo grandissimi imperi come quello Inca e Azteca? Con radere al suolo si intende non solo militarmente ma anche culturalmente di fatto cancellando anche le tracce di queste culture precedenti.
Numerose sono le cause addotte dagli storici:
- superiorità militare (armi e animali agli indios sconosciuti)
- capacità di alleanze strategiche approfittando delle divisioni nelle società indigene
- trauma biologico e l'incapacità di fronteggiare malattie portate dagli europei che per queste popolazioni sono pandemie (come vaiolo, morbillo, influenza e colera)
- trauma culturale dato dall'incapacità di reagire al comportamento degli europei
La totale distruzione di queste popolazioni e della loro cultura non lasciò indifferente l'opinione pubblica spagnola che, con a capo il re Carlo I, si interrogò sulla natura degli indios e sul rapporto che doveva esserci tra conquistatori e conquistati.
Possiamo vedere quattro posizioni:
Una è quella di Rubios che sosteneva la necessità della riduzione in schiavitù degli indios. Era questa la loro condizione naturale. Gli Indios non possono essere considerati neppure uomini in quanto non citati nelle sacre scritture, non conoscevano Dio, avevano comportamenti animaleschi (anche cannibali oltre che sodomiti). Sono quindi solo animali e come tali, giustamente, dovevano essere trattati.
Meno dura la posizione di Sepulveda che da Aristotelico sostiene l'idea che gli Indios siano degli homuncoli, cioè uomini non del tutto affermati perché privi di anima intellettiva tale da sostenere lo scontro con gli europei. Nel loro rapporto con i più evoluti (e quindi intelligenti) europei era necessario che fossero dominati da loro anche in virtù di ricevere dai loro nuovi padroni quell'educazione cristiana di cui sono privi.
Opposta la posizione di Las Casas che sostiene che gli indios, pur non conoscendo Dio, si comportano in modo assai più cristiani degli spagnoli, accorsi nelle americhe con la scusa del missionariato ma che sono là invece solo per arricchirsi. Gli indios invece sono mansueti e di bontà d'animo, quindi dei buoni cristiani inconsapevoli. L'educazione dovrà quindi avvenire in modo pacifico e soprattutto libero.
Ancora più radicale la posizione di Montaigne che criticava sia Sepulveda che Las Casas perché entrambi misurano la cultura degli Indios sulla base della loro cultura cristiana. Gli Indios non sono né buoni né cattivi, hanno semplicemente valori diversi e con i quali gli europei dovrebbero confrontarsi ma che, incuranti, hanno preferito distruggere.