Le trasformazioni economiche del 500
2. La rivoluzione dei prezzi
Il rapido incremento demografico determinò anche un rapido aumento dei prezzi: maggiore richiesta fa aumentare il costo delle merci. In molte città il prezzo del grano moltiplica (da 2 a 4 volte). L'inflazione fu inoltre aggravata dalla enorme quantità di oro che giunse dalle Americhe che contribuì a diminuire il valore del denaro.
Il cambiamento innescò, almeno in parte, un circuito virtuoso che ebbe l’aspetto principale nella riconversione delle colture. C’erano naturalmente anche aspetti negativi: il numero degli uomini aumentò più rapidamente della produzioni dei beni che occorrevano a sfamarli, tuttavia gli uomini del XVI s’impegnarono strenuamente per accrescere la quantità delle risorse, riuscendoci grazie alla messa a coltivazione di nuove terre. Progressi notevoli si registrarono anche sotto il punto di vista qualitativo: il sistema delle opere idrauliche in Lombardia fu un esempio di efficienza per il sistema dell’irrigazione.
La terra diveniva sempre più un “affare”, generando speculazioni intorno ai profitti derivati dall’agricoltura, con un crescente ricorso alle culture specializzate.Altra conseguenza dell’aumento della popolazione fu la diminuzione del potere d’acquisto. Il denaro che ricevevano i prestatori d’opera era quantitativamente maggiore, ma valeva molto meno: i lavoratori potevano acquistare un quantitativo di merci inferiore ai decenni precedenti. Ad essere particolarmente colpito fu il consumo delle carni: le calorie vegetali sostituirono quelle animali.
Potremmo quindi semplificare questo passaggio chiave, riassumendo in tre punti le conseguenze della rivoluzione dei prezzi:
- abbassamento del valore reale dei salari;
- diminuzione della rendita fondiaria;
- nascita di un sistema di profitti e speculazioni.