La formazione delle monarchie nazionali

1. Modello

Alla fine del IX secolo entra in crisi l'impero carolingio: da organizzazione unitaria dello Stato a molteplicità di centri autonomi del potere: singole famiglie, signori (laici, ecclesiastici) che gestiscono (giustizia, esercito, imposte) dai loro castelli.

Tutto questo produce una generale insicurezza in quanto i signori locali sono in perenne guerra tra di loro e per questo già dal XII secolo si registra la tendenza, sia da parte di nobili che di contadini, di sottomettersi a un re: supremo magistrati per la garanzia dei diritti feudali, comune a tutte le monarchie feudali (almeno fino al XV secolo). Il re in pratica firma un contratto con la collettività e se non lo rispetta viene deposto (caso di Edoardo III, 1327).

Il Re ha dunque un potere limitato. Per contrastare la supremazia di Papa e Imperatore cerca di accentrare su di sé altro potere, deve cioè combattere quei privilegi che come magistrato deve difendere.

L'occasione è fornita dalle guerre come casi di emergenza: "la guerra produce gli Stati e viceversa".

Caratteristiche della monarchia nazionale:

  • Accentramento del potere (politico, fiscale, religioso)
  • Territorialità
  • Stato come patrimonio

Il centro dello Stato la corte: da dove il re controlla 

  • L'esercito
  • Burocrazia
  • Diplomazia

Fondamentale in questo processo il consenso di ceti popolari e borghesi.