Berkeley

Nominalismo radicale

La causa principale degli errori che si incontrano in filosofia, secondo Berkeley, è la credenza che il nostro spirito abbia la capacità di creare idee astratte.

Berkeley nega fermamente che le idee astratte abbiano un qualsiasi denotato a cui si possano riferire. Le idee astratte hanno sempre un significato particolare: l'idea di uomo è sempre quella di un uomo particolare. Quelle che chiamiamo idee astratte sono solo nomi che uso come segni al posto di idee particolari. Il nominalismo di Berkeley deriva da quello di Occam, come quello di Locke, ma in modo più radicale. Le idee generali di Locke sono solo segni!

Immaterialismo

Anche Berkeley, come Locke e Cartesio, ritiene che i soli oggetti della conoscenza umana sono le idee e non la realtà esterna. Ciò che noi chiamiamo "cose" sono solo collezioni di idee (o idee complesse).

Le idee, per esistere nella mente, hanno bisogno di essere percepite: il loro esse consiste nel loro percipi. Questo non solo vale per le idee di riflessione ma anche per quelle di sensazione. L'oggetto e la percezione sono la stessa cosa e non possono essere separati l'uno dall'altra.

Di conseguenza l'unica sostanza reale, per Berkeley, è lo spirito che percepisce le idee.

Berkeley dunque nega:

  • Le idee astratte
  • Le qualità primarie (impensabili senza la qualità secondarie: non si può pensare una estensione che non sia colorata)
  • La sostanza materiale (impercettibile e quindi inesistente per la mente)
Spiriti finiti e Spirito infinito

Le idee devono avere comunque una causa ma questa non può essere né la materia né le altre idee. La causa è nell'attività dello Spirito: lo Spirito possiede le idee e agisce su di esse unendole e variandole liberamente. Lo spirito però non ha alcun potere su quelle idee che chiamiamo "cose naturali" che per coerenza sono molto più forti delle idee create dall'immaginazione. Per queste idee deve esistere uno Spirito superiore che è Dio.

Dio diventa il garante della coerenza del mondo nonostante esso dipenda dalla nostra facoltà di percepirlo.

A tal proposito riportiamo una filastrocca riportata da Bertard Russell a proposito della filosofia di Berkeley

Si stupiva un di' un allocco.
"Certo Dio trova assai sciocco
che quel pino ancora esista
se non c'e' nessuno in vista".

"Molto sciocco, mio signore,
e'soltanto il tuo stupore.
Tu non hai pensato che
Se quel pino sempre c'e'
E' perche' lo guardo io.
Ti saluto e sono
Dio".


Last modified: Monday, 19 March 2018, 9:25 AM