Schelling

Coauditore e poi successore di Fichte a Jena (1799) all'età di 24 anni.

Studia Fichte, che apprezza, ma due domande sul suo sistema ne mutano decisamente il taglio:

  • Cos'è la Natura? Solo ammasso meccanico di Non-Io?
  • Cos'è, in definitiva, l'Io-Puro?

Il sistema di Fichte, alla fine, gli risulta alla radice contraddittorio: non regge la purità e trascendentalità dell'Io se per esistere postula sempre un Non-Io. Se l'Io è puro non può produrre un non-Io finito e materiale.

L'Io di Schelling è un Io-Assoluto, non riducibile né a soggetto né a oggetto: identità radicale di soggetto e oggetto, Spirito e Natura, Uno e Tutto. 

Cos'è la Natura? Qualcosa che deve essere regolata dagli stessi principi che regolano lo Spirito, quindi prodotta da una intelligenza inconscia che opera all'interno di essa. Quindi da questa identità Spirito/Natura si deve poter procedere in due direzioni:

Nella Natura troviamo la stessa dinamica dell'Io Fichtiano: forza che si espande, limite che si contrappone. Ad ogni fase la produzione di un grado e di un livello di natura fino a prendere coscienza di essere Spirito.

Lo Spirito dorme nella piante, sogna nell'animale, prende coscienza di sé nell'individuo.

Torna in auge il concetto di Anima Mundi di Platone e del Neoplatonismo: intelligenza inconscia che produce e regge la Natura. Con la nascita dell'uomo (fine ultimo della Natura in quanto in lui si ridesta lo Spirito) si apre alla coscienza.

In Schelling troviamo quindi una sorta di "Fisica Speculativa" che traduce l'a-posteriori finalistico (il giudizio riflettente teleologico di Kant) in a priori.

L'Io è attività produttiva che si autopone all'infinito, diviene oggetto a sé medesima (intuizione intellettuale autocreatrice). Per essere prodotto deve porre dei limiti al proprio produrre, ma poiché l'attività è infinita pone il limite e lo supera (a un livello superiore).

L'attività che produce all'infinito è una attività reale, che prende coscienza scontrandosi con il limite: attività ideale. La filosofia trascendentale è la sintesi della filosofia pratica e teoretica. Entrambe le attività sono insufficienti perché lo Spirito raggiunga l'identità assoluta: nella teoretica lo Spirito si adegua alla Natura, nella pratica adegua la Natura a se stesso. L'identità assoluta è dunque possibile solo con l'intuizione estetica.

Nella creazione artistica si fondono conscio e inconscio: il prodotto artistico è finito ma ha una significazione infinita.

Compito della filosofia è il sapere assoluto dell'"assoluto", fondato sull'intuizione di esso e che è coincidentia oppositorum

Unica conoscenza assoluta: lidentità assoluta, in cui ogni cosa rientra, le singole cose sono fenomeniche manifestazioni che scaturiscono dalla differenza qualitativa di soggetto e oggetto da cui nasce il finitoE essa si esplica in due serie fenomeniche di potenze, in una prevale il momento della soggettività, nell'altra il momento dell'oggettività: l'identità si riafferma in ogni differenza.

Il problema finale è: perché? Perché dall'identità nascono le differenze? Reitroduce la teoria delle Idee di Platone: nella Ragione (identità tutto) vi sono unità particolari (Idee) che sono causa delle cose finite (finite per noi, gli empirici, non per il Tutto).


Last modified: Friday, 28 September 2018, 9:53 AM