Il socialismo moderno

La seconda grande corrente ideologica dell’‘800 e del ‘900, dopo il liberalismo, è il socialismo.; se il liberalismo puntava sul diritto fondamentale della libertà, il socialismo punta sul principio di uguaglianza, in particolare sull’uguaglianza tra operai e imprenditori: uguaglianza vuol dire praticare giustizia.

I primi socialisti riprendono l’aspetto utopistico di Platone e Moro, infatti utopia e socialismo sono quasi sempre associati.
Il maggior esponente del socialismo è Marx, preceduto da correnti premarxiste in Inghilterra e in Francia.

Owen

Owen anticipa Marx in Inghilterra e sarà citato dallo stesso Marx nel Manifesto del pensiero comunista; Owen è un socialista utopista, ma è anche un imprenditore e nella sua fabbrica tenta di introdurre nuove misure socialiste, riducendo l’orario di lavoro, istituendo nella fabbrica negozi, gestiti dagli stessi operai, nei quali i prezzi erano ridotti, istituendo all’interno della fabbrica la scuola per i figli degli operai, nella quale si insegnava teoria e pratica. Una fabbrica di questo tipo non può però reggere il mercato, infatti Owen fallisce e va in America. 
Owen fonda anche le cooperative di consumo, che nascono con l’idea di far spendere meno agli operai, riducendo i prezzi delle merci, limitando i vari passaggi da produttore a consumatore. Le cooperative di produzione, invece, nascono nel ‘900, in particolare in Emilia-Romagna, utilizzando i fondi dello stato destinati alla disoccupazione, mentre nell’‘800 la produzione è ancora in gran parte privatizzata. 
Owen immagina una società in cui fosse possibile eliminare il denaro, che porta allo sfruttamento: qui sta la sua utopia.

Saint Simon

Il secondo grande teorico utopista socialista è Saint-Simon, che ebbe una grande influenza sui filosofi positivisti francesi. Egli non è un vero utopista né un vero socialista, anche se denuncia i ritardi della società capitalistica nella quale il potere è ancora in mano agli aristocratici, che ostacolano il progresso. Secondo Saint-Simon è necessaria un’alleanza tra operai e imprenditori contro gli aristocratici che esercitano un potere pur senza lavorare. Secondo Saint-Simon nella storia ci sono due epoche:
- epoca critica (in Europa, il periodo da Lutero in poi), durante la quale non ci sono valori omogenei nel popolo, ma ci sono continue contestazioni e rivoluzioni
- epoca organica (Medioevo), durante la quale c’è un valore unico e compatto (quello religioso della Chiesa)
Questa, per Saint-Simon, è un’epoca propizia all’alleanza tra operai e imprenditori, poiché è un’epoca organica dominata dalla scienza e dalla tecnica, in cui l’alleanza tra scienziati e tecnici avrebbe avito successo.

Fourier

Un altro utopista è Fourier, che immagina una società nella quale non ci sia più lo Stato, che è fonte di infelicità, dunque la società è suddivisa in sottogruppi (falansteri) di poche persone autonome, che si autoregolano. Il principio fondamentale sul quale si basa l’ideologia di Fourier è la parità tra uomo e donna.

Blanqui

Blanqui è il primo socialista a parlare della dittatura del proletariato: per cambiare la società è necessario pensare che gli operai possano ottenere per un certo periodo il potere, solo dopo che essere stati educati al potere, per contrastare il nemico naturale (aristocrazia e borghesia).

Blanc

Blanc è importante per la sua concezione statalista del pensiero: per sanare le piaghe del capitalismo, lo Stato di sinistra deve intervenire attraverso gli ateliers nationaux.


Ultime modifiche: domenica, 28 ottobre 2018, 19:21