La crisi del Trecento
Il Trecento, inaugurato con il Giubileo di Bonifacio VIII, fu segnato da una serie di carestie e epidemie oltre che da guerre più lunghe e sanguinose che nel passato e il conseguente regresso demografico comportò delle notevoli trasformazioni economiche e sociali.
Netta controtendenza dei due secoli precedenti che avevano visto un aumento demografico costante:
- contrazione dei commerci
- riduzione della produzione
- svalutazione monete
- tumulti in città
- rivolte contadine
Il tutto questo prende il nome di crisi del Trecento ma è importante sottolineare che non tutti gli storici sono d'accordo nel significato da dare al termine crisi:
- secondo la tesi depressionista per alcuni indica un periodo di decadenza
- secondo la tesi ottimista tutti questi cambiamenti, soprattutto la crisi demografica, sono stati la spinta propulsiva per un processo di riconversione economica che ha portato al definitivo abbandono del modello curtense a vantaggio di quello della produzione e dello scambio
Sulle cause di questa Crisi anche qui le opinioni sono diverse ma limitandoci alla descrizione dei fenomeni notiamo come già dagli inizi del 1300 si verificano numerose carestie (una ogni 10/11 anni in media). Le carestie sono figlie indirette della specializzazione delle colture che, basta un raccolto negativo, poteva mandare in rovina intere comunità. Un cattivo raccolto poteva essere dovuto anche soltanto a un peggioramento del clima (e nel Trecento si registrano piogge più intense e diminuzione delle temperature). Ma anche potevano essere dovuti a guerre, nel Trecento molto numerose, in particolare la Guerra dei Centanni in Francia.
Le carestie sono causa, seppure indiretta, della diffusione delle epidemie tra cui quella che più di altri ha caratterizzato il Trecento: la peste nera.
Le malattie erano poi portate da un luogo all'altro o dalla diffusione delle merci (le rotte dei mercanti, via terra o via mare) o, in caso di guerre, dai soldati.
La peste nera
La popolazione europea passa da circa 80 milioni a 35 milioni nel giro di un secolo.
La popolazione non era eccessiva in assoluto ma lo era in base alla capacità produttive. La conseguenza fu l'aumento del costo del grano (fino a dieci volte) che porta a numerose carestie rendendo deboli le difese immunitarie della popolazione.
Tra le condizioni che permisero il contagio sicuramente la densità delle popolazioni nelle città, assenza di una medicina, le rotte commerciali, gli eserciti.
Peste è un termine generico che indica una epidemia particolarmente mortale ma nel caso di quella esplosa in Europa tra il 1347 e il 1351 si tratta della Yersinia Pestis, un'infezione del ratto che si trasmette all'uomo attraverso le pulci.
Questa epidemia ha origine in Oriente, in particolare in Cina (1333) e arrivò in Europa attraverso la via della Seta dove ha raggiunto la colonia genovese di Caffa (in Crimea). Questa, secondo i racconti, fu oggetto di bombardamento di cadeveri infetti attraverso catapulte da parte dei mongoli. I genovesi ripartendo hanno portato il bacillo in tutti i porti visitati (Costantinopoli, Messina, Genova). A metà del 1348 è diffusa in praticamente tutta Europa.
Ovunque la popolazione falcidiata va dal 30 al 50% (caso delle città italiane, le più popolose)
Al tempo della peste nessuno conosce le cause della sua comparsa né della diffusione. Il terrore che ne segue porta a sconvolgimenti anche nei rapporti di tipo sociale soprattutto nel rapporto con la morte.
Ma sono le interpretazioni religiose-morali quelle che più di altre contraddistingueranno questo periodo e della sua mentalità ancora profondamente medievale.
La prima interpretazione fu quella del castigo divino per i peccati degli uomini, segno apocalittico della fine del mondo.
Da qui la ricerca del capro espiatorio e se la peste veniva da Oriente i cristiani erano innocenti. Quindi i colpevoli dovevano essere coloro che erano diversi: quindi musulmani ed ebrei (accusati di avvelenare i pozzi per il loro odio anticristiano). Contro questi ultimi spesso nascevano i pogrom, linciaggi pubblici talmente violenti che lo stesso papa Clemente VI dovette scrivere due bolle per ricordare che anche gli ebrei morivano di peste come gli altri.
In molti paesi anche le donne furono riconosciute come colpevoli perché provocanti la peste a seguito di accoppiamenti con il demonio (e quindi in quanto streghe).
Effetti economici
Effetti del crollo demografico:
- calo prezzo dei cereali
- diminuzione delle rendite
- aumento dei salari
Per non perdere profitto i proprietari terrieri rinunciano definitivamente al pagamento in natura e chiedono canoni di affitto in denaro.
Si verificano spesso anche fenomeni di Enclosures, recinzioni delle terre libere con rafforzamento della proprietà privata.