Le rivolte contadine e il tumulto dei Ciompi
Tra gli effetti della Crisi del Trecento abbiamo molti tumulti (sia nelle campagne sia nelle città) che hanno però effetti interessanti per misurare il cambiamento economico e sociale di questo secolo:
- La rivolta contadina a Parigi nel 1358: cavalcata dalla borghesia cittadina per ottenere un ruolo nel governo
- Il tumulto dei Ciompi a Firenze nel 1378: al fine di ottenere una rappresentanza nel governo cittadino
- La rivolta contadina del Kent e dell'Essex nel 1381: per l'abolizione degli obblighi feudali
Tumulti nati per cause legate alla crisi economica ma che denotano una maggiore consapevolezza politica e sociale dei soggetti rivoluzionari.
Le Jacqueries
Nel 1358 in Francia, durante la guerra dei Centanni, il re Giovanni detto il Buono viene catturato dagli inglese e in un momento di caos che esacerba gli animi dei contadini già stremati dalla fame si ha la rivolta delle cosiddette Jacqueries (Jacques era il nome come era spesso chiamato il contadino francese).
La rivolta viene immediatamente accolta dalla borghesia francese guidata dal capo della corporazione dei mercanti, Etienne Marcel, il quale facendo proprie le istanze dei contadini chiede una maggiore rappresentatività al governo e soprattutto un maggiore controllo delle finanze (soprattutto a causa dell'aumento delle tasse dovute alla guerra dei Centanni). La rivolta si estese in tutto il nord della Francia e soltanto con molta fatica fu repressa dalla nobiltà francese con 20.000 morti. Lo stesso Marcel fu ucciso dai popolani parigini.
Il tumulto dei Ciompi
A Firenze nel 1378, a causa del deprezzamento dei salari, è il turno dei lavoratori della lana (ciompi).
Anche in questo caso la rivolta è data da una causa strettamente legata alla crisi del Trecento e anche in questo caso la rivendicazione è di tipo politico: i ciompi chiedono un rappresentante al Consiglio comunale con il riconoscimento della loro arte.
Il 24 giugno 1378 i Ciompi occuparono il Palazzo dei Priori, chiedendo il diritto di associazione e la partecipazione alla vita pubblica. Riuscirono infatti a eleggere come gonfaloniere di giustizia (la più alta carica esecutiva della Repubblica fiorentina, seppure con un mandato di durata molto breve) il loro leader Michele di Lando, e ottennero la creazione di tre nuove Arti che rappresentassero i ceti più bassi (da allora chiamato enfaticamente il "popolo di Dio"), quella dei Ciompi, appunto, quella dei Farsettai (i sarti) e quella dei Tintori. Essi inoltre ottennero, per queste tre nuove corporazioni, il diritto di eleggere un terzo delle magistrature della città.
Michele di Lando non fu un abile uomo politico. Trovatosi improvvisamente a gestire un grande potere, fu continuamente bersagliato da richieste sempre maggiori dal popolo magro e venne messo in cattiva luce per l'alleanza con alcuni membri del più ricco popolo grasso (tra i quali soprattutto Salvestro de' Medici). Già in discredito verso gli operai che rappresentava, fu costretto a prendere misure di repressione contro l'ondata di violenza che essi andavano scatenando, con ritorsioni contro la nobiltà. Il malcontento contro la sua figura aumentò in poche settimane, soprattutto quando venne chiesta e non concessa la cancellazione del debito verso i datori di lavoro. Fu allora che i rappresentanti della vecchia oligarchia fecero cerchio per isolare la fazione dei Ciompi, ormai disgregata internamente e abbandonata dallo stesso Michele di Lando.
Il "popolo grasso" si alleò con quello minuto (la piccola borghesia), e il 31 agosto un numeroso gruppo di Ciompi, stabilitisi in Piazza della Signoria, fu cacciato con facilità dalle forze combinate delle altre Arti. La corporazione dei Ciompi venne abolita, Michele di Lando esiliato (sebbene non perseguitato, venendo anzi nominato Capitano di Volterra) assieme alle famiglie più compromesse con la rivolta, ed entro il 1382 la dominazione del "popolo grasso" era di fatto restaurata.
Le rivolte del Kent e dell'Essex
A seguiro dell'introduzione della Poll Tax (tassa individuale) due rivolte contadine scoppiano anche in Inghilterra, nelle regioni del Kent e dell'Essex.
In queste rivolte ebbe enorme perso la predicazione religiosa dei lollardi, in particolare del teologo Wycliff, professore di Oxford, il quale predicò la povertà evangelica e lo gnosticismo (la capacità di ogni fedele di comunicare direttamente con Dio senza necessità di una intermediazione del clero). Wycliff in pratica si fa promotore di una tesi secondo la quale vi sono due chiese: una visibile (la gerarchia ecclesiastica) e una invisivile (la comunità dei fedeli). Quella legittima è solo la seconda ed è composta da uomini tra loto tutti uguali, senza distinzione di ceto o ordine, come nella tripartizione di Adalberone. A queste tesi si appoggiò anche il prete ribelle Ball il quale si fece promotore anche di un vero e proprio comunismo dei beni.
Inizialmente le tesi di Wycliff furono sostenute anche dalla nobiltà inglese che vedevano nella sua predicazione un'occasione per appropriarsi dei beni della Chiesa ma quando la rivolta prese i contorni di una rivoluzione sociale con tanto di abolizione della servitù, la repressione fu inevitabile.