La cattività avignonese e i due scismi

A seguito dello scontro tra Filippo IV e Bonifacio VIII, con il primo che, grazie all'alleanza con i Colonna di Roma, arriva a far schiaffeggiare il secondo ad Anagni, viene eletto come nuovo papa, nel 1305, un papa francese, l'arcivescovo di Bordeaux con il nome di Clemente V.

La scelta di un papa francese può far intuire il tipo di accordo che vi fu tra la monarchia francese e le famiglie patrizie romane, soprattutto quando nel 1309 Clemente V decise di spostare la sede della Chiesa da Roma ad Avignone, enclave della Chiesa nell'entroterra francese in Provenza.

Dal 1309 al 1377 sette papi tutti francesi si sono succeduti ad Avignone. 68 anni in cui Roma perse gran parte del suo prestigio e divenne terreno di scontro degli interessi nobiliari, Avignone si arricchì ma la Chiesa stessa fu accusata di crescente immoralità. Basti ricordare che il secondo di questi papi, Giovanni XX, fu nominato il "papa banchiere". In generale comunque la crisi della Chiesa fu dovuta al fatto che essa parve sempre più asservita agli interessi della monarchia Francese e meno ai suoi interessi universalistici (come Dante stesso descrive molto bene negli ultimi canti del Purgatorio).

A Roma intanto, a causa della mancanza di un potere centrale e una città in mano agli interessi della nobiltà, scoppiarono frequentemente dei moti. Tra questi uno nel 1343 che portò a diventare capitano del popolo un certo Cola di Rienzo, notaio della piccola nobiltà. Il suo proposito, appoggiato anche dal pontefice ad Avignone che vedeva in lui una sorta di vicario a Roma per ristabilire l'ordine, fu quello di ripristinare i fasti della repubblica romana (tentando di coinvolgere anche altri principati italiani).

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Ultime modifiche: mercoledì, 15 gennaio 2020, 07:34